Poi ci sono sempre quelli che fanno i furbi

No, davvero, lo chiedo con tutta l’umiltà di chi non è molto pratico di processi penali e per questo si potrebbe anche sbagliare. Al massimo mi risponderà chi ne sa qualcosa di più. Dunque: non si era detto, già nei cotonatissimi anni ‘80, che troppe parti civili nello stesso processo penale fanno un gran casino e basta, specie quei soggetti che erano soliti entrarvi sulla base di una affermata “rappresentanza” di interessi generali o diffusi? E non si era proprio per questo introdotta, con il codice del 1988, la distinta figura degli enti rappresentativi di interessi lesi dal reato, figura che svolge un ruolo, diciamo così, di accusa privata sussidiaria a quella del pubblico ministero, ma che mai e poi mai può avanzare pretese risarcitorie (che spettano soltanto alle vere e proprie parti civili)? E allora mi spiegate cosa intende il CODACONS, quando dice di essersi costituito (in quale processo, visto che ancora siamo dalle parti delle indagini preliminari?) “parte lesa”, chiedendo un risarcimento di 20 miliardi per la storia delle dichiarazioni dei redditi? A che titolo chiede un risarcimento? Oppure può darsi che si tratti di un vero e proprio atto d’intervento dell’ente rappresentativo come tale, senza alcuna pretesa di agire come parte civile, come mi fa pensare il fatto che l’associazione si è rivolta al pubblico ministero (il che è possibile per le associazioni rappresentative, non per le parti civili). Ma in questo caso la richiesta di risarcimento sarebbe a maggior ragione fuori da ogni regola e da ogni logica. O devo pensare che il CODACONS stia solo, consapevolmente, agitando le acque per farsi pubblicità? Comunque l’associazione dei consumatori pare aver già calato le arie: la scorsa settimana parlava di un risarcimento di mille Euro a testa, oggi siamo già scesi a 52o. Le azioni della vostra privacy sono in ribasso, fatevene una ragione.