Se ne rimane una libera ci sarebbe mia nonna

La storia di Alemanno, che dopo quella ad Almirante dice di voler intitolare altre vie a Berlinguer, Craxi e Forlani (e a Fidel, a Sotomayor, a Paco Peña…) è ciò che nel gergo degli appassionati di pesca si chiama pastura: cioè quando butti in acqua una manciata di esche, così che il pesce prima se ne mangi una, poi un’altra, poi un’altra, e poi quella attaccata all’amo.

Il sito più bello del mondo

Quello delle stazioni ferroviarie inglesi abbandonate.
(Aggiornamento pomeridiano: ok, ok, zero commenti. Ho capito che non vi piace. Allora facciamo che è “il sito più bello del mondo dopo analdestroyer.com”, d’accordo?)
(Aggiornamento serale: è bastato scrive le parole “anal destroyer” e i commenti sono subito arrivati. Guardate che siete proprio dei bei tipi.)

Travaglismo

Il fatto che venticinque anni fa Alessandra Mussolini abbia inciso una canzone j-pop per il mercato giapponese non mi pare poi così irrilevante ai fini di una valutazione di dignità e presentabilità politiche.

Poi dicono che Mediaset e Rai si mettono d’accordo

Come i più affezionati di voi ricorderanno (sì, ciao), il titolare del blog non è un individuo granchè avvezzo alle passioni (e già il fatto che tra tutte le parole utili per definirsi, uomo, ragazzo, persona, fate voi, abbia scelto “individuo”, ossia la più neutra in assoluto, secondo me la dice lunga in proposito). Non è in grado di provare passioni per le cose concrete della vita, figuriamoci per quelle di celluloide, come un film o un programma televisivo. Eppure, molti anni fa, avevo finito per appassionarmi a Friends. Diciamo che se mai nella vita sono stato vicino a potermi definire “fan” di qualcosa, quella cosa è Friends. Per dire, seguivo il gossip sugli attori. Sotto la doccia cantavo Gatto rognoso. Ero anche discretamente innamorato di Rachel. Quindi ho accolto con un certo favore la notizia della messa in onda delle repliche. Messa in onda che a quanto pare avverà nel modo seguente.

Dal 1° giugno la serie torna su RaiDue, che ha mantenuto i diritti delle stagioni da 6 a 10: appuntamento dal lunedì al venerdì alle ore 19.50 con un episodio quotidiano e la domenica con due episodi dalle 19.00.
Dal 3 giugno la serie approda anche su Italia 1, che ha acquistato i diritti delle stagioni da 1 a 5 scaduti alla Rai: appuntamento dal lunedì al venerdì alle ore 19.00 con un episodio quotidiano (da luglio gli episodi proposti ogni giorno saranno due).
Interessante. Mettiamo che voglia rivedere Friends. Quindi partirà per prima la sesta stagione. Poi, ma su un canale diverso, la prima stagione. Ma non è che i tizi che partono dalla prima poi continuano fino alla fine. Si fermano alla quinta. Perciò in seguito dovrò passare all’altro canale per guardarmi dalla sesta alla decima. Ops, ma le avranno già trasmesse. Il box con tutte le stagioni in DVD costa solo 315 Euro. E c’è pure la tazza con il logo della serie! Il mio compleanno è il 7 giugno, fate ancora in tempo.

A. va a puttane

Da quando conosco A., e lo conosco più o meno dall’età pubere, non l’ho mai visto con una ragazza. E siccome lo conosco abbastanza bene, credo di poter riformulare l’affermazione in termini più precisi: A. non ha mai avuto una ragazza in vita sua. Ad un certo punto io e gli altri abbiamo addirittura smesso di accennare alla cosa, per riguardo nei suoi confronti: quando arrivi a vent’anni (e poi a venticinque, trenta, ora va per i trentatrè) senza aver mai conosciuto il piacere di volersi bene all’interno di una coppia, con tutti gli annessi e connessi (un bacio, cos’é? il sesso, a che ora lo danno il Playboy show?), la situazione esistenziale è di quelle che meritano un silenzioso rispetto. Di aiutarlo non se ne parla. Cioè, se ne parlerebbe pure, se ci fosse il modo di farlo. Solo che il modo non sembra esserci. A. non ha particolari problemi nel mettersi in relazione con gli altri: è spigliato, di buona compagnia, non cerca la luna. Credo che molto dipenda dal fatto che è brutto. Chiariamoci, io non penso che lo sia, però che scoperta: è mio amico. Visto da una donna, immagino possa essere considerato brutto, o peggio ancora anonimo. E non avendo altre particolari qualità tra quelle che sono in grado di suscitare attenzione in una donna, nessuna si è mai sognata di fare quel primo passo dopo il quale si renderebbe conto che stare con lui può essere una buona cosa. Forse, molto più semplicemente, esiste nel mondo un ristretto gruppo di persone che non sono fatte per attirare l’altro sesso, e il mio amico ne fa parte. D’altronde, lui stesso non ha mai fatto cenno a questa situazione. Lo ricordo giusto in un’occasione, parlo di una decina d’anni fa, dopo che per qualche anno si era stranamente fatto più attento ai vestiti, alla pettinatura, ritornare all’improvviso alla sciatteria di sempre, lamentandosi che quello sforzo non aveva comunque dato una svolta ai suoi rapporti con le ragazze. Dopo di che deve aver quasi messo da parte l’idea di una coppia.

Una sera della scorsa settimana stavo andando a casa di mio fratello, ed appena uscito dalla mia via mi accorgo di essere in coda alla sua macchina (siamo vicini di casa, che poi è anche il motivo grazie al quale ci siamo conosciuti). Fa la mia stessa strada: esce dal quartiere e prende la statale. Non deve essersi accorto che la macchina che lo segue è la mia, d’altronde è già buio. Arrivati allo spiazzo delle prostitute, mette la freccia e accosta davanti a una di loro. Io mi rincagno nel sedile, gli passo accanto e vado oltre. Immagino che un uomo possa decidere di frequentare una prostituta per motivi diversi: c’è quello che si sente padrone della situazione solo quando acquista, c’è quello che cerca una scorciatoia per evadere dalla ripetitività di un rapporto monogamico, c’è chi soddisfa in questo modo l’ancestrale pulsione ad inseminare il numero maggiore possibile di femmine, c’è il tizio che vuole evitare la responsabilità di far godere una donna e il relativo, eventuale insuccesso. Credo che A. ci vada perchè crede di non avere, o effettivamente non ha, alternative; che è anche il motivo più comprensibile, l’unico che ispira umana partecipazione. Ad un certo punto, rinunciando all’amore e a tutto il resto, deve aver pensato che almeno questo surrogato di una porzione di vita di coppia avrebbe potuto sperimentarlo. Ed infatti, quando l’ho visto in quella situazione, mi sono sentito tutto sommato sollevato. Posto che d’ora in poi, quando vorrà farmi assaggiare una nuova birra dal suo boccale, immagino che passerò. Che poi mi attacca le malattie.

Modifiche al palinsesto

Chiude L’isola dei Franzoni. Il reality, in onda dal 2002, dopo lo strepitoso successo iniziale è andato incontro ad un fisiologico ma progressivo calo d’ascolti, che ne ha infine determinato la chiusura. Il suo posto in prima serata verrà preso dalla fiction in costume Ad personam, giunta ormai alla sua settima stagione: intrighi di palazzo e lotte per la conservazione del potere sullo sfondo di una Roma in pieno declino.

L’ammazzatalenti

E’ mai successo che una band, dopo aver mandato un demo a Demo, abbia avuto successo? Vi risulta qualcosa del genere? Quanto ci vorrà ancora prima che la gente si renda conto che quella trasmissione porta sfiga?

L’antenato dei Google Ads

Qualcuno forse ricorderà le vicende, mie e della mia monumentale pigrizia, che mi hanno portato a stringere un sodalizio ormai ventennale con il sedicente Club degli editori, quei tizi che una volta al mese ti mandano a casa un catalogo di libri e se non gli rimandi indietro la cartolina con scritto “no” ti spediscono d’ufficio il cosiddetto libro del mese (no che non ve lo ricordate, d’altronde se non fosse per la cartolina d’ordine non me lo ricorderei nemmeno io; e comunque ho messo il link apposta). Ora, succede che nella suddetta cartolina d’ordine trovino posto anche alcuni consigli per gli acquisti. Il meccanismo che li regola non è molto diverso da quello dei Google Ads o di altri banner pubblicitari che si incontrano in rete. La pubblicità sulle pagine web, così come lo spam che arriva nella casella di posta elettronica, tiene conto della storia recente della nostra navigazione, o dei contenuti presenti su una determinata pagina, e seleziona in base a quelli il tipo di annuncio; pubblicità mirata, nè più nè meno, ma talvolta con risultati dubbi (”Berlusconi merda”, e ti piazzano il banner coi gadget di Forza Italia). Il Club degli Editori funziona allo stesso modo: dev’esserci da qualche parte un registro che tiene memoria di tutti gli acquisti fatti da ciascun cliente, così che su di essi possano venir tarati i consigli per gli acquisti di cui dicevo. I risultati possono essere altrettanto esilaranti. Qualche mese fa ho comprato questo volume. Niente di particolarmente impegnativo, giusto un primo approccio alla materia per uno che ne è sempre stato digiuno; però è senz’altro vero che il taglio del libro è puramente storico-scientifico, al di là delle esigenze spirituali che il singolo lettore potrebbe avere. Ed ecco il volume raccomandatomi questo mese.

A lei che ha interesse per le tematiche legate a mistero e spiritualità, dopo “Inchiesta su Gesù” consiglio il libro presentato a pagina 5: Ritrovarsi, di Rosemary Althea. La “voce del mondo degli spiriti” aiuta chi ha perduto una persona cara a dare un senso al dolore.
Se avessi ordinato Kerouac mi avrebbero suggerito l’atlante stradale.

Reality di carta

Se i giornali si mettono a copiare la televisione hanno perso in partenza, un po’ come il PD che si sposta al centro: così come non ha granchè senso, per un partito che si dice progressista, rincorrere l’elettorato di destra, visto che ci sarà sempre qualcuno con argomenti un po’ più di destra dei tuoi, allo stesso modo non serve a niente che i quotidiani si mettano a scimmiottare la televisione, perchè sarà sempre possibile trovare contenuti un po’ più televisivi (ad esempio, ma pensa, accendendo la televisione). Eppure sta succedendo sempre più velocemente. Prendete un articolo del Corriere, lo linko nella versione on line ma è stato pubblicato anche sulla carta. Roba fresca, si parla della ragazza di 14 anni uccisa dal fidanzatino e dai suoi amici. Una volta la regola era quella di risistemare le dichiarazioni dei protagonisti, in una sorta di postproduzione giornalistica: la sgrammaticatura veniva corretta, il dialetto eliminato, le eventuali volgarità quantomeno smussate. Lo si faceva a vantaggio del lettore, ma in fin dei conti ciò si traduceva anche in un favore al dichiarante. Tutte cose che in televisione non si possono fare, o non in qualunque contesto, o comunque non si fanno più da un pezzo. La gente della strada (verrebbe da dire il popolo, se non fosse una parola fuori moda) va in onda con tutte le sue brutture: c’è la pensionata con la minima che va a RaiTre a lamentarsi del conto dell’idraulico, e sputa mentre parla in calabrese, non azzecca un congiuntivo, non è in grado seguire un filo logico nella ricostruzione dei fatti; c’è l’esagitato con la maglietta unta che aspetta il pedofilo flagrante fuori dalla questura, e all’inviato del Tg dice che ci vorrebbe la pena di morte senza processo. E questa roba funziona. I reality li vince il concorrente vero, li perde quello falso (che poi “falsità” sia spesso un semplice sinonimo di buona educazione, mi sembra già un discorso differente). E se funziona in televisione, devono essersi detti, funzionerà anche sui giornali. Il punto di svolta è stata la pubblicazione delle intercettazioni di Moggiopoli, nel 2006. In televisione, non essendo disponibili le registrazioni originali, mandavano addirittura in onda versioni ricostruite, con l’imitazione della voce nasale di Moggi, il suo accento meridionale, le sue volgarità. E questo piaceva molto, era una parte del divertimento. Sembrava quasi di essere effettivamente all’altro capo del telefono. I quotidiani, nell’inutile speranza di non perdere terreno, devono essersi sentiti in obbligo di fare lo stesso, per quanto possibile; e si sono messi a pubblicare stralci di intercettazioni così com’erano, anzichè in una versione riveduta, corretta, più comprensibile e meno spassosa. E’ probabile che la tendenza esistesse già prima (io non lo ricordo, ma se è per questo non ricordo nemmeno con cosa ho fatto colazione), ma è stato da Moggi in poi che gli si è dato carattere di prassi sistematica. Con l’articolo che ho linkato qui sopra si passa ad una fase successiva, perchè la pubblicazione non riguarda più intercettazioni riprodotte tali e quali dalla televisione in maniera ossessiva, così che una vera e propria esigenza di mettersi in competizione sul suo stesso piano non esiste nel caso specifico, o non esiste con la stessa intensità con la quale si era presentata nel caso di Moggi (e di Fassino, eccetera). Eppure non si è persa l’occasione di presentare le trascrizioni così come sono: cioè il più possibile fedeli al parlato originale. E le altre dichiarazioni, quelle del padre della ragazzina uccisa ad esempio, anch’esse sono nient’altro che una trascrizione letterale. Col che la vecchia regola giornalistica dell’adattamento del parlato al linguaggio scritto può dirsi del tutto superata.

«Voleva incolparci che sicuramente uno di noi l’aveva messa incinta.»

«Poi pure io ci ho messo la mano in bocca a Lorena fino a quando non ci siamo accorti che la stessa non respirava più e gli usciva anche sangue dalla bocca…»

«Bastardi. Rispetto a loro Totò Riina un signore è.»

«Ti scippo la testa se non lasci i nostri figli in pace»

Non ci dicono niente di più di quei ragazzi, o dell’ambiente in cui è cresciuta la vittima, di quanto non facciano i fatti in sè. Però volete mettere: sembra di vederseli davanti, con la parlata verace della bassa scolarizzazione e i sentimenti peggiori che fuoriescono senza filtro. Sono talmente veri che non li manderemmo nemmeno in nomination, se i giornali avessero le nomination come la tv (e in futuro, chissà).

E allo stesso tempo si rilancia il turismo

Ottima idea del ministro della Difesa per aumentare la sicurezza nelle città (ma non ci dovrebbe pensare l’Interno a queste cose? vedi un po’ che Maroni s’è fatto fregare sul tempo da un siculo): i pattuglioni. In pratica si tratta di creare un certo numero di squadre di cinque elementi, e di mandarle in giro per le strade. Ma la cosa bella è che ogni squadra sarà formata da un membro preso da ciascuno dei principali corpi armati e di pubblica sicurezza: un carabiniere, un poliziotto, un finanziere, un militare, un vigile urbano. Certo, bisogna vedere se gli daranno una divisa speciale o se ognuno di loro manterrà la divisa del corpo di appartenenza. Nel qual caso, l’effetto dovrebbe essere più o meno questo.

(E se la Lega non rompe troppo le balle sull’immigrazione, capace che si riesce a tirar dentro anche qualche pellerossa.)