Ma tornando alle cose serie
Il problema non è tanto l’aver mangiato una scheda elettorale. Il problema è espellerla in tempo per lo spoglio dei voti.
Il problema non è tanto l’aver mangiato una scheda elettorale. Il problema è espellerla in tempo per lo spoglio dei voti.
Il telefilm più in voga del momento: sinossi degli episodi e brevi annotazioni. Per chi ha perso la puntata della domenica. Per chi s’è abbioccato a metà. Per chi è andato in fissa sulle cosce della Cuddy e non ci ha capito più niente.
Episodio 4x09. Quando ero giovane e bello, e mi esibivo nei locali più malfamati del milanese, ho provato ogni tipo di droga. Scherzo. Cosa non ci si inventa per introdurre il caso della settimana. Però una volta ho fatto un tiro di canna! Davvero! Maschio trentottenne, razza bianca, professione punk rocker drogato e perdente. Prima di un concerto si sente male, tossisce sangue, sviene. E’ chiaramente tubercolosi. Lady Oscar, quando aveva la tubercolosi, tossiva sangue e stramazzava a terra. Ma la passione per i cartoni animati giapponesi non può fare le veci di una laurea in medicina, perciò il dottor House decide di vederci più a fondo. Parte la solita salva di diagnosi che si riveleranno inconsistenti (bronchiolite obliterante, meningite batterica, endocardite, tutti termini di cui voi e io conosciamo perfettamente il significato medico). Il rocker si rivela ciò che si definisce un cattivo paziente: fuma in bagno mentre è sotto ossigeno, causando una innocua esplosione, scappa dalla propria camera e va a fare il buffone nel reparto pediatria, di modo che noi si possa scoprire il suo lato tenero, ché ogni rockettaro ne ha uno. Una volta tanto Wilson non avrà tempo per pontificare sulla tortuosità emotiva del collega, essendo lui stesso alle prese con un paziente che gli vuole fare causa per avergli diagnosticato un cancro inesistente. Il punk ha il morbillo. Giuro, il morbillo, quello dei bambini. E’ proprio vero che certa gente non ne vuole sapere di crescere. D’altronde, se a quarant’anni fai l’aspirante rockstar, qualche problemino con i processi di sviluppo lo devi aver avuto per forza. House licenzia Amber, la bastarda tagliagole, ed assume a tempo indeterminato i tre medici rimasti: Tredici, Kutner, e infine Taub, scansando così le altrimenti prevedibili accuse di antisemitismo.
Note. In un primo momento non sono rimasto soddisfatto dall’esclusione di Amber, uno dei personaggi più caricaturali ed eccessivi di questa stagione. Poi però, riflettendoci meglio (passo del tempo a riflettere sulla puntata di un telefilm, questo la dice lunga sul mio grado di maturità; d’altronde ho avuto la varicella a 22 anni), credo sia stata la scelta migliore: il suo opportunismo e la sua spietata competitività avevano senso nel corso di una effettiva competizione. Terminata quella, si può dire che il personaggio-Amber abbia esaurito la sua funzione. Verso la fine dell’episodio, prima della diagnosi risolutiva, il punk più morto che vivo parla con Amber e le confida di non avere rimpianti: “Ci sono state tante droghe, un sacco di bevute, un sacco di risse. Io rimpiango tutto il resto.” E’ troppo pensare che sia una rielaborazione consapevole del noto aforisma di George Best?