Un concertone, subito!

Come ai bei vecchi tempi di Giovanni Paolo e dei papaboys (ma quanto sembrano lontani oramai?), si rinnova il sodalizio tra le alte gerarchie ecclesiastiche e la musica che piace a noi giovani.

Vogliamo solo difendere il matrimonio da vere e proprie lobby, a cominciare da quella legata al mondo dell’omosessualità.

(Mons. Giuseppe Anfossi)
C’è un cartello di ricchioni
che ha deciso che
l’anno scorso andava il rosso
e quest’anno il blè.
Pantaloni a coste
che costavano al mercato euro 23
oggi li trovi alla boutique
comprati dalle donne ricche.
L’han deciso i ricchioni e io devo accettarlo.
(Elio e le Storie Tese)

“P.S.: non vanno i tuoi feed…”

E’ il grido di allarme lanciato da settolo fra i commenti di qualche post fa. Ora, a parte che non sono mai riuscito a capire cosa siano i feed, come funzionino, quale sia la loro utilità pratica, nè ho intenzione di rendermene conto ora. Però siccome ce li hanno tutti tocca pure a me averceli, mica sono il figlio della serva. E dunque: qualcun altro ha riscontrato il problema? Se sì, come si presenta in concreto? Posso farci qualcosa, e come? O dipende dalla piattaforma che mi ospita? Chiari e stringati, grazie. Come se lo doveste spiegare a un bambino di cinque anni figlio di Flavia Vento.

Progresso

Prendete i confetti al cioccolato. Una volta, i confetti, erano solo alle mandorle. Per generazioni gli esseri umani sono stati costretti a cibarsi esclusivamente di confetti alle mandorle, scialbi e duri come il marmo. Ad un certo punto, un grande pasticcere si è inventato questa cosa, il ripieno di cioccolato. E così i deliziosi confetti al cioccolato hanno cominciato ad affiancare quelli alle mandorle; e se il progresso non è un’opinione, con il tempo finiranno per soppiantarli del tutto. Certo, ancora oggi capita di sentire qualche voce isolata che dice: io preferisco i vecchi confetti alle mandorle. Ma si tratta solo di ruderi retrogradi che rimpiangono tutto quello che ricorda la loro gioventù, privi di qualunque spirito critico, un po’ come quei vecchi che sostengono che si stava meglio quando c’era lui. Sono convinto che lui, se fosse vivo, preferirebbe i confetti alle mandorle.

Carotiamo Prosperini!

Qui si è sempre stati dell’idea, naïf quanto si vuole ma anche parecchio consolatoria, che gli estremismi d’opinione vadano combattuti con estremismi di pari intensità e di segno contrario, anzichè con la conciliazione e il dialogo. O quantomeno, che per arrivare alla conciliazione è necessario passare prima per l’esagerazione opposta. Per dire, si è convinti che l’attuale isteria iperprotettivista nei confronti dei bambini (quella che va dal vietare Sailormoon in televisione alle richieste di pena di morte per i pedofili) si contrasti adeguatamente sostenendo in tutte le sedi che i bambini sono solo dei gran rompicoglioni e chi li maltratta ha diritto a uno sconto di pena. O che si possa giungere a una riflessione serena sulle storture dei campionati scorsi solo dopo aver sostenuto che quello dell’Inter è uno scudetto di cartone, e così via. Allo stesso modo è necessario reagire contro le ultime dichiarazioni di Pier Gianni Prosperini. Chi non vive in Lombardia forse lo conosce solo per sentito dire. Prosperini, dalle mie parti, è una vera star: ha un suo spazio fisso senza contraddittorio sulle televisioni locali, durante il quale è spesso coadiuvato dalla sua compagna di partito Carla “Krueger” De Albertis, che garantisce l’intellegibilità della trasmissione. Il cittadino lombardo si chiede semmai come sia possibile che il personaggio-Prosperini sia salito alla ribalta nazionale solo ora, e non una settimana fa, un mese fa, o l’anno scorso. Ma tornando a noi: se lo slogan di Prosperini è “Garrotiamo i gay”, il nostro d’ora in poi sarà “Garrotiamo Prosperini”, e chi se ne frega delle scuse tardive; o, per evitare facili strumentalizzazioni e imputazioni di istigazione a delinquere, “Carotiamo Prosperini!”, laddove per “carotare” si intende “usare la carota”, ossia un ortaggio oblungo, atto a penetrare cavità ed orifizi, e per “Prosperini” si intende Prosperini. Qui sotto trovate il banner dell’iniziativa.

I nostri eroi

I nostri soldati in giro per il mondo sono degli eroi. Uomini dotati di sovrumano spirito di sacrificio, che accettano i disagi quotidiani di una vita nelle zone calde del mondo, e mettono a rischio la loro salute e addirittura le loro vite, unicamente per portare democrazia, libertà e sicurezza a popolazioni che da troppo tempo non conoscono il sorriso. Sono giovani ispirati da grandi ideali, da cui tutti dovremmo prendere esempio. Quando vi domandano cosa ne pensate delle missioni militari italiane all’estero, ricordate il loro impegno e il loro sacrificio a favore della pace. Non dovete scordarlo mai.

Digital divide addio

Finalmente un’iniziativa che spinge in concreto nel senso della modernizzazione tecnologica del Paese: stop al porno in tv anche di notte, e fioccano gli abbonamenti all’ADSL.

Perseverare autem diabolicum

Ma non ci credo! Mia madre ha di nuovo comprato lo yogurt all’aloe vera! L’aloe vera è quella pianta i cui estratti sono spesso usati nei prodotti di bellezza, per poter scrivere sull’etichetta che sono all’aloe vera, anche se nessuno ha mai capito davvero a cosa serva ’sta benedetta verdura. E se la usano nei cosmetici un motivo ci sarà pure, no? Ho appena mangiato uno yogurt che sapeva di detergente intimo.

Sulle ali dell’entusiasmo

Dopo la grande (?) vittoria (?) sui costi di ricarica dei cellulari, il popolo (?) della rete non si ferma e lancia una nuova doppia sfida: raccolte di firme on line per abolire la tassa governativa sugli abbonamenti e lo scatto alla risposta. Mi sa che a ’sto giro passo la mano e aspetto la petizione per la birra gratis.

Clamoroso! I cattolici aprono al relativismo!

Per ora, soltanto quando conviene a loro. Comunque è pur sempre qualcosa, una base dalla quale partire. O no? Ad esempio, a proposito dell’uso del cilicio (che pare sia addirittura raccomandato dall’Opus Dei, ma qui si entra nel mito), sentite cosa ne pensa un cattolico osservante come Vittorio Messori:

«Davvero non capisco. Oggi c’è una sacralità addirittura feticistica per la libertà totale e di chiunque, perché mai chi è esterno all’ascetica cristiana dovrebbe occuparsene o indignarsi? Per dire, ma se io stanotte mi flagellassi a lei importerebbe qualcosa? Eh sì, vivremmo tutti meglio se ciascuno si facesse i cilici suoi»
Ecco, bravo. Adesso prova a ripetere la stessa cosa per le convivenze, per i Di.Co. e ogni possibile forma di regolamentazione della coppia alternativa al matrimonio, per le coppie omosessuali.

La parabola della destra italiana

Da antagonisti a forza di governo: una volta i fascisti si bruciavano la faccia con le molotov che gli tiravano contro in piazza, oggi con le crepes suzettes al ristorante.