Qui si è sempre stati dell’idea, naïf quanto si vuole ma anche parecchio consolatoria, che gli estremismi d’opinione vadano combattuti con estremismi di pari intensità e di segno contrario, anzichè con la conciliazione e il dialogo. O quantomeno, che per arrivare alla conciliazione è necessario passare prima per l’esagerazione opposta. Per dire, si è convinti che l’attuale isteria iperprotettivista nei confronti dei bambini (quella che va dal vietare Sailormoon in televisione alle richieste di pena di morte per i pedofili) si contrasti adeguatamente sostenendo in tutte le sedi che i bambini sono solo dei gran rompicoglioni e chi li maltratta ha diritto a uno sconto di pena. O che si possa giungere a una riflessione serena sulle storture dei campionati scorsi solo dopo aver sostenuto che quello dell’Inter è uno scudetto di cartone, e così via. Allo stesso modo è necessario reagire contro le ultime dichiarazioni di Pier Gianni Prosperini. Chi non vive in Lombardia forse lo conosce solo per sentito dire. Prosperini, dalle mie parti, è una vera star: ha un suo spazio fisso senza contraddittorio sulle televisioni locali, durante il quale è spesso coadiuvato dalla sua compagna di partito Carla “Krueger” De Albertis, che garantisce l’intellegibilità della trasmissione. Il cittadino lombardo si chiede semmai come sia possibile che il personaggio-Prosperini sia salito alla ribalta nazionale solo ora, e non una settimana fa, un mese fa, o l’anno scorso. Ma tornando a noi: se lo slogan di Prosperini è “Garrotiamo i gay”, il nostro d’ora in poi sarà “Garrotiamo Prosperini”, e chi se ne frega delle scuse tardive; o, per evitare facili strumentalizzazioni e imputazioni di istigazione a delinquere, “Carotiamo Prosperini!”, laddove per “carotare” si intende “usare la carota”, ossia un ortaggio oblungo, atto a penetrare cavità ed orifizi, e per “Prosperini” si intende Prosperini. Qui sotto trovate il banner dell’iniziativa.